PESO E SALUTE… QUANTA FATICA!

By Primo Vercilli,

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Mentre ci lecchiamo le ferite causate dai troppi eccessi subiti durante le Feste Natalizie, ecco subito il triste ritorno alla realtà: dobbiamo metterci a dieta! Il periodo da gennaio a maggio è quello che, notoriamente, è maggiormente preso di mira per rimettersi in forma. In questo niente di male, direi. Certamente c’è qualcosa che dovremmo migliorare: bisognerebbe smetterla di pensare alla dieta come qualcosa a tempo, e ci si dovrebbe maggiormente concentrare su un atteggiamento più omogeneo durante tutto l’anno piuttosto che pensare che ci sono “periodi sì” e “periodi no” di dieta! Proprio non riusciamo a slegare l’idea della dieta da quella della privazione e, inevitabilmente, pensiamo che una dieta, al massimo, può durare per qualche mese, giusto il tempo di rimettersi un attimo in forma. Questo dualismo è proprio quello che non ci permette mai di affrontare una dieta con il giusto approccio: il perder peso non deve essere il fine della nostra alimentazione, ma solo la verifica che la nostra alimentazione è corretta. Se impariamo a mangiare va da sé che il peso migliorerà… e, badate bene, imparare a mangiare non significa semplicemente che dobbiamo scegliere alimenti qualitativamente “sani”, ma anche scegliere i giusti rapporti e le giuste proporzioni tra i diversi nutrienti; infatti, possiamo mangiare sano quanto vogliamo, ma, se non utilizziamo quegli alimenti sani nelle giuste proporzioni potremmo ugualmente aumentare di peso. La bilancia quindi rappresenta una cartina al tornasole importante: è inutile appellarsi a cambi del metabolismo, età, stress che non ci permettono più di essere magri. La verità è che, se siamo in sovrappeso, stiamo sbagliando qualcosa nella nostra alimentazione. E, se stiamo sbagliando qualcosa nella nostra alimentazione, stiamo esponendoci a maggiori rischi di malattie. Quasi il 6% dei tumori a livello mondiale è causato da diabete, sovrappeso e obesità. Questo è quanto dice un recento studio dell’Imperial College di Londra, pubblicato dalla rivista The Lancet Diabetes & Endocrinology, che ha analizzato i dati del 2012 di 175 Paesi, relativi a dodici tumori che l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) dell’Organizzazione mondiale della sanità e il World Cancer Research Fund hanno giudicato direttamente connessi a un Indice di Massa Corporea uguale o superiore a 25 kg/mq e al diabete (per intenderci l’Indice di Massa Corporea è un indice che si calcola rapportando il peso con l’altezza e che permette una distinzione tra persone normopeso, sovrappeso e obese, definendo come limite 25 tra normopeso e sovrappeso). La casistica raccolta è estremamente interessante: si tratta di circa 800.000 casi di tumore causati da questi due fattori, di cui circa 500.000 tra le donne e 300.000 tra gli uomini. Le percentuali di incidenza di diabete e obesità sono particolarmente elevate nei casi di cancro al fegato (24,6%) e all’endometrio (38,4%). Nei maschi i più comuni sono quello del fegato e quello colon rettale, mentre nelle donne quello al seno e quello dell’endometrio. Gli autori dello studio indicano che se i tassi globali di diabete e sovrappeso continueranno a crescere, entro il 2035 la percentuale di tumori attribuibili ai due fattori combinati salirà al 20% negli uomini e ad oltre i 30% nelle donne.

Bastano questi pochi dati per comprendere che c’è un serio problema di controllo del peso, di cui non possiamo solo ricordarci dopo le feste natalizie o prima di andare al mare.

L’attenzione alla salute dovrebbe proprio partire da una sana attenzione al cibo, che, per carità, ci permetta anche di vivere le nostre trasgressioni alimentari con maggior serenità e spensieratezza. Il problema di mettersi a dieta non deve mai essere quello di pensare che non si deve più consumare quello che piace, ma piuttosto quello di capire meglio come gestire quello che piace senza che questo sia nocivo alla salute. Solo se c’è questo punto di partenza si può pensare che in una dieta ci può tranquillamente stare il panettone o il salame o il cotechino: proprio perché anche questi alimenti sono stati inseriti in un ordine che ci permette di ottenere un equilibrio. La vera differenza è sempre la stessa: scegliere di essere anarchici o veramente liberi. Gli anarchici sono quelli che usano gli alimenti senza un ordine stabilito dalle reali esigenze dell’organismo (e, se il peso è eccessivo, basta questo per capire che non stiamo rispettando le reali esigenze del nostro corpo), mentre le persone libere sono esclusivamente quelle che scelgono quello che piace, ma lo fanno secondo i criteri di un ordine che rispetta le reali esigenze del proprio corpo. In questa sottile differenza, che si impara con il tempo, con la pratica, con l’ascolto di sé e con l’ascolto di persone realmente competenti, sta la vera realizzazione della nostra salute! Non esistono diete mediterranee o mima digiuno o Dukan o altro: esiste solo un equilibrio che è dettato (in modo differente per ciascuno) dalle esigenze del proprio organismo… e il peso (così come gli altri parametri clinici ed ematochimici) è un serio indicatore di dove sta andando la nostra salute.

 

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